Riempire il vecchio lago balneabile nuovamente d'acqua

03.01.2018
da Marion Loher

Ftan, un piccolo paesino di montagna nella bassa Engadina, è lontano da frenesia, stress e rumore. Vi abitano 400 persone, immerse in un paesaggio incantato a 1'650 metri di altitudine. In estate e in inverno, quando le persone vanno alla ricerca di quiete e riposo in montagna, il numero degli abitanti aumenta. Tuttavia, il turismo boccheggia. I pernottamenti sono in diminuzione, soprattutto in estate. Per contrastare questo trend negativo, gli abitanti e gli ospiti hanno deciso di rilanciare un vecchio progetto: ripristinare un lago balneabile dismesso.

Solo per figlie di benestanti

Una promotrice dell'iniziativa è Laila Tobler, che vive a Zurigo insieme al marito e ai due figli, ma che da anni viene regolarmente a Ftan. Qui la famiglia possiede una seconda abitazione. Anche se i Tobler trascorrono la maggior parte del tempo in città, non sono indifferenti a quello che succede nella «loro» località di vacanza. Sono infatti anche soci dell'associazione Pro Ftan, che si adopera a favore dell'attrattività turistica del paese. «Una cosa mi è sempre stata chiara: a questo paesino per famiglie manca un lago balneabile», spiega Laila Tobler. «Un'attrattiva di questo tipo potrebbe rilanciare Ftan come destinazione turistica.» I lavori riguardano la zona di Padnal, a poca distanza dal centro del paesino di Ftan. Non a caso.

Tra il 1930 e il 1980 qui vi era già un laghetto balneabile, il cosiddetto Lai da Padnal. Il lago era privato e apparteneva all'Institut Otalpin Ftan e all'epoca era destinato esclusivamente alle giovani allieve del convitto. Se gli abitanti del paese volevano rinfrescarsi un po', dovevano farlo nel cuore della notte, affinché nessuno li vedesse. Così si racconta in paese. Nel corso degli anni l'argine naturale attorno al lago ha ceduto e l'acqua è defluita. Da allora l'area è abbandonata. Oggi solo un avvallamento, un argine di terra e un molo di calcestruzzo ricordano le ore spensierate al lago di un tempo.

Tuttavia i promotori dell'iniziativa non erano costretti a cominciare la pianificazione del lago balneabile da zero. «Le prime idee risalgono già a una decina d'anni fa», afferma il presidente di Pro Ftan Balser Derungs. I progetti però sono sempre falliti, da un lato per l'opposizione in paese, dall'altro per problemi con le autorità o di finanziamento. Quest'ultimo ora è garantito dal crowdfunding. Sono stati raccolti finora oltre 140'000 franchi, i costi complessivi per la riattivazione del lago ammontano a 360'000 franchi, e il comune di Scuol, di cui fa parte Ftan, insieme all'associazione Pro Ftan hanno già assicurato ciascuno un terzo dei fondi necessari.

Non tutti sono entusiasti

I lavori di scavo sarebbero dovuti iniziare già nel 2017, se un ricorso non avesse tardato l'inizio dei lavori. «Speriamo di poter iniziare nella primavera del 2018», afferma Balser Derungs e anche Laila Tobler è fiduciosa. È soddisfatta che il denaro sia stato raccolto così velocemente. «Il supporto dei paesani e dei proprietari di seconde case è stato grande», racconta. Non sono tuttavia mancate le critiche. Alcuni hanno affermato per esempio che non avrebbero versato un centesimo se la mano pubblica non avesse assicurato il suo contributo. Ciononostante Laila Tobler e Balser Derungs non mollano. «Alla fine i pareri positivi superano di gran lunga quelli negativi.»

Verso il progetto

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