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Il lago balneabile di Ftan è aperto!

25.06.2019
da Lokalhelden Admin

«Sono sempre stata dell'idea che il paesino per famiglie di Ftan avesse bisogno di un lago», afferma Laila Tobler, co-iniziatrice del progetto e membro dell'associazione turistica Pro Ftan. Insieme al comune di Scuol, l'obiettivo è la realizzazione di un lago balneabile pubblico nella Bassa Engadina.

 

Negli anni 1930, nella stessa area era presente un lago privato del convitto locale. Con il passare del tempo, la diga intorno al lago ha gradualmente ceduto e l'acqua ne è defluita. Da allora, l'area era stata lasciata abbandonata a se stessa. Ora, dopo interventi di costruzione della durata di un anno, il lago balneabile è stato rivitalizzato e ufficialmente inaugurato.

Valore aggiunto per il turismo

 

L'oasi di pace con piattaforma galleggiante è destinata sia alle persone del posto sia ai turisti. Del resto, negli anni scorsi la situazione del turismo locale non è stata delle migliori. Dichiara Laila: «Siamo convinti che questa scelta darà risalto al romanticismo montano estivo della Bassa Engadina e posizionerà in modo ancora più chiaro il villaggio all'interno del segmento trigenerazionale».

Il lago è stato integrato dolcemente nella flora e fauna esistenti. Uno speciale rivestimento sul fondo del lago garantisce che l'acqua non defluisca. Qual è la temperatura di un lago di montagna come questo? Laila Tobler: «Dato che si tratta di acqua ferma e che il lago sorge su un pendio esposto al sole, d'estate la temperatura dell'acqua raggiunge circa 20° C. Il lago balneabile è quindi paragonabile al lago di Cauma a Flims».

Un progetto di crowdfunding dal successo fulminante

 

Il costo di questo progetto è di CHF 360'000 e se ne fanno carico, per un terzo ciascuno, l'associazione Pro Ftan, il comune di Scuol e, per i rimanenti CHF 120'000, il crowdfunding su eroilocali.ch. Quest'ultimo ha avuto un successo clamoroso: in meno di 3 mesi sono stati donati per il progetto oltre CHF 140'000.

Laila: «Siamo entusiasti, non avevamo previsto un così grande successo. Si vede che sia i proprietari di seconde case sia gli abitanti della Bassa Engadina vogliano assumersi la responsabilità di rendere la nostra regione ancora più attraente. Lo sappiamo tutti: il turismo è alla base delle nostre vite».

Al progetto di crowdfunding

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